Finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma CERV (Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori) attraverso la call Daphne, il progetto Empow(H)ER è promosso dall’ONG WeWorld in sinergia con partner internazionali quali ABD e ActionAid Hellas.
Nel contesto italiano, Empow(H)ER si fonda su un partenariato dalle competenze complementari che vede attive NINA APS (legata all’impresa sociale NINA KAKAW), Ondamind APS, e il consorzio Materahub Industrie Culturali e Creative. L’obiettivo primario dell’iniziativa è rafforzare le capacità e le competenze di enti pubblici e privati per favorire l’inclusione lavorativa e l’emancipazione di donne vittime di violenza, persone LGBTQIAP+ e persone con background migratorio, sperimentando e consolidando interventi mirati sui territori di Belluno e Imperia.
L’incontro di Matera ha rappresentato il punto di arrivo di una più ampia strategia di trasferimento metodologico. La presentazione delle Linee guida operative di progetto ha preso avvio con un incontro formativo ad alta partecipazione, rivolto a professioniste, operatrici e volontari del terzo settore, centri antiviolenza (CAV), sportelli di orientamento al lavoro e realtà delle reti territoriali che si è svolto il 21 ottobre online.
Durante la sessione online sono stati approfonditi strumenti concreti per l’empowerment e l’autoimprenditorialità:
- I Mentoring Circles, percorsi strutturati di confronto orizzontale tra pari per rafforzare la fiducia e l’autoefficacia;
- Il framework europeo EntreComp, impiegato per mappare, riconoscere e valorizzare le competenze imprenditoriali e trasversali utili nei processi di inserimento lavorativo e riscatto economico.
Se la sessione online ha approfondito gli aspetti tecnici e procedurali, l’evento del 28 ottobre presso lo spazio KLAB ha dato concretezza allo scambio tra buone pratiche.
Il pomeriggio si è aperto con un momento di atterraggio della pratica mindfulness condotta da Erika Morano (Ondamind APS), un esercizio che ha permesso a tutte le persone presenti di sintonizzarsi, abitare lo spazio e connettersi con i valori di cura, presenza e attenzione prima di entrare nel vivo nel programma dell’incontro.
Prima della presentazione delle linee guida Sara Minate (NINA APS) ha illustrato la visione d’insieme del progetto, evidenziando come l’indipendenza economica sia il presupposto irrinunciabile per uscire dalla violenza e costruire percorsi di autodeterminazione duraturi.
Le Linee guida del progetto Empow(H)ER, frutto del lavoro congiunto del partenariato e coordinate nella stesura da Materahub,non si configurano come un semplice report teorico, ma come un vero e proprio strumento operativo, replicabile e scalabile.
Il documento raccoglie, sistematizza e mette a disposizione di enti pubblici, organizzazioni del terzo settore, Centri Antiviolenza e operatori dell’orientamento al lavoro le buone pratiche sperimentate sul campo:
- Integrazione metodologica: unisce le pratiche di consapevolezza corporea e mindfulness di Ondamind APS ai modelli di economia sociale e inserimento lavorativo artigianale di NINA APS / NINA KAKAW.
- Strumenti concreti di empowerment: approfondisce l’applicazione dei Mentoring Circles (supporto orizzontale tra pari) e del framework europeo EntreComp per far emergere e certificare le competenze trasversali e imprenditoriali.
- Approccio intersezionale: offre indicazioni pratiche per riconoscere e prevenire le discriminazioni multiple nei contesti lavorativi, supportando l’autonomia economica di donne vittime di violenza, persone LGBTQIAP+ e persone con background migratorio.
Dopo la presentazione delle Linee guida l’incontro è proseguito con un approfondimento sul laboratorio di Imperia, curato da Ondamind, e il laboratorio di Belluno, presentato da NINA APS.
Attivare le reti territoriali lucane: verso una cooperazione nazionale
I casi studio di Belluno e Imperia hanno offerto spunti operativi direttamente recepite dalle realtà lucane presenti. L’intervento di Federica Fabrizio (gender studies expert, divulgatrice e membro di Atomico Progetti) ha dato il via a una tavola rotonda sull’attivazione e il consolidamento delle reti territoriali di Matera attorno alla giustizia di genere.
Al dibattito hanno preso parte attiva il nodo locale di Non Una Di Meno Matera e l’associazione Noi Ortadini (realtà attiva nella cura dei beni comuni, nell’orticoltura sociale e nella rigenerazione urbana al rione Serra Venerdì) e i membri di APS Clay, una realtà radicata nel territorio che promuove interventi a impatto sociale attraverso i linguaggi dell’arte e della cultura. Dal confronto è scaturita una riflessione condivisa sull’importanza di mappare le risorse territoriali per collegare le iniziative lucane a una rete nazionale di buone prassi, unendo giustizia climatica, inclusione lavorativa e transfemminismo comunitario.
In questo quadro, Materahub ha agito da collante strategico: da una parte sintetizzando e redigendo le Linee Guida attraverso la messa a valore delle metodologie di Ondamind e NINA APS; dall’altra operando come ponte sul territorio, facilitando il raccordo tra le iniziative europee e il tessuto dell’attivismo locale.
La sessione si è chiusa con un momento corale di restituzione e un aperitivo di networking, segnando l’inizio di nuove collaborazioni operative per promuovere l’autonomia economica e i diritti delle persone più vulnerabili.