Nella foto, Open Sound Festival, Cava del Sole, Matera, 2019

      Costituenda ATI “OSA”, raggruppamento temporaneo di 4 organizzazioni iscritte all’Albo degli Operatori dello Spettacolo della Regione Basilicata: l’associazione Multietnica (Potenza), l’associazione Krikka (Bernalda), l’associazione Vulcanica (Rionero in Vulture) e il consorzio Millepiani (Tito).

      L’ATI coordina e gestisce il progetto “Open Sound Festival”, eredità del programma culturale di Matera 2019 che da quest’anno mette a sistema quattro dei più importanti festival musicali della Basilicata (Pollino Music Festival, Metaponto Beach Festival, Vulcanica e appunto Open Sound) con l’intenzione di contribuire allo sviluppo, alla stabilizzazione e alla promozione dell’industria musicale regionale, nonché al rafforzamento della domanda e dell’offerta culturale e turistica della destinazione Basilicata.

      Abbiamo intervistato Nico Ferri, Manuel Tataranno, Vincenzo Paolino e Alessandro Ottenga, che curano la direzione artistica e il coordinamento del progetto Open Sound Festival.

       

      Quale impatto ha avuto lo stop forzato sulla tua attività e sul tuo settore (tuo livello di percezione)?

      L’impatto è drammatico, principalmente per due ragioni:

      • in generale, ha indebolito (forse compromesso) l’impulso e lo slancio dato dal 2019 alle organizzazioni culturali del territorio e al territorio stesso inteso come pubblico coinvolto e desideroso (ora più che mai) di un’offerta culturale di qualità;
      • nello specifico, penalizza il lavoro di produzione del 2019 e di progettazione post-2019 volto a dare continuità e affermare il progetto/prodotto “Open Sound” quale appuntamento estivo (agosto) di riferimento per la programmazione e l’offerta culturale e turistica della nostra regione (sia a livello locale, che nazionale ed europeo).

       

      Come e con quali attività/idee o soluzioni state reagendo?

      • Stabilizzazione economica: sollecitando le istituzioni di riferimento per rientrare degli ingenti investimenti legati alla produzione di Matera 2019, nonché per intervenire sulle misure di contribuzione ordinaria con adeguamenti normativi, procedurali e amministrativi adeguati all’emergenza.
      • Fare rete: non solo con una logica collaborativa e mutualizzante, ma anche per far risalire verso le istituzioni e gli interlocutori pubblici/privati le nostre istanze in modo organizzato e rappresentativo.
      • Progettando (come se non ci fosse un domani!): attraverso questa dimensione collaborativa (settoriale ma anche interdisciplinare), attiviamo alleanze progettuali per partecipare ai bandi regionali, nazionali ed europei aumentando il più possibile il margine di successo.

       

      Qual è la tua visione del futuro (relativamente alla tua attività e del settore)?

      Il comparto musicale e della musica dal vivo è uno dei comparti delle ICC che al momento pare più penalizzato, a partire dall’impossibilità di prevedere quando si potrà riprendere l’attività ordinaria; servono quindi maggiori certezze (soprattutto normative) per poter condividere una visione realistica e programmatica del futuro.

      Compatibilmente con la disponibilità di risorse economiche straordinarie, si potrà compensare l’assenza della dimensione live con progetti orientati alla formazione e alla produzione; tuttavia, è evidente che il modello di business di chi progetta e realizza eventi musicali ha nella dimensione live la fonte principale (e non sostituibile) del proprio sostentamento e quindi, inevitabilmente, il nostro comparto musicale, soprattutto nella sua accezione dal vivo, nel breve e medio periodo risentirà della mancanza di numeri funzionali alla massimizzazione dei profitti. Inoltre, dato che questo aspetto guida anche gli investimenti sulla produzione discografica (compreso lo streaming) e sulla circuitazione degli spettacoli dal vivo, si conclude ipotizzando che le organizzazioni e le persone orientate esclusivamente al business potrebbero essere disincentivate dal puntare sulla musica intesa ed usata come prodotto moltiplicatore di investimenti.

      Da questo punto di vista – e con una buona dose di ottimismo – è possibile che la musica, intesa come espressione culturale, possa beneficiare di più spazi e di più visibilità, approfittando del vuoto lasciato da coloro che negli ultimi decenni hanno cannibalizzato l’attenzione del pubblico condizionandone orientamenti e consumi attraverso l’uso dei media tradizionali e del web.

      Inviaci la tua testimonianza

      Unisciti alle nostre interviste: rispondi alle domande seguenti, inviando a info@materahub.com un testo fra le 600-800 parole e una immagine rappresentativa della tua organizzazione:

      • DESCRIVI BREVEMENTE LA TUA ATTIVITÀ/LA TUA ORGANIZZAZIONE
      • QUALE IMPATTO HA AVUTO LO STOP FORZATO SULLA TUA ATTIVITÀ E SUL TUO SETTORE (TUO LIVELLO DI PERCEZIONE)?
      • COME E CON QUALI ATTIVITÀ/IDEE O SOLUZIONI STATE REAGENDO?
      • QUAL È LA TUA VISIONE DEL FUTURO (RELATIVAMENTE ALLA TUA ATTIVITÀ E DEL SETTORE)?