Nella foto di Rocco Giove, uno degli spazi di C-FARA

      L’Associazione C-FARA nasce come un collettivo di professionisti collaborativi, creativi, che condividono esperienze e conoscenze e costruiscono innovazione.

      Nasce a Matera nel 2014 e si costituisce in associazione culturale nel 2016. Il suo scopo è quello di favorire l’integrazione sociale e la diffusione della cultura in ogni sua forma attraverso dimensioni progettuali multidisciplinari, volte all’arricchimento e alla valorizzazione degli spazi pubblici.

      C-FARA è un luogo di lavoro in cui è possibile connettere idee e avviare progetti sviluppando processi innovativi secondo un nuovo modello di impresa culturale.

      La filosofia della condivisione degli spazi, delle competenze e delle esperienze costituisce il punto di connessione tra i professionisti e il territorio che attraversano.

      Abbiamo intervistato Mimì Coviello e Cristina Amenta del collettivo C-FARA.

       

      Quale impatto ha avuto lo stop forzato sulla tua attività e sul tuo settore (tuo livello di percezione)?

      Per C-FARA, lo stop è coinciso con una fase di trasloco e di ri-assestamento dello spazio e delle attività dell’Associazione. Questo ha decisamente falsato l’impatto che, se C-FARA fosse stata a pieno regime, sarebbe stato sicuramente alto, lavorando noi in collaborazione con imprese culturali e pubbliche amministrazioni che sono state segnate da questa situazione particolare).

       

      Come e con quali attività/idee o soluzioni state reagendo?

      Abbiamo attualmente ridimensionato le attività e ripensato gli uffici, concentrandoci sulla progettazione architettonica e limitando al momento i processi culturali che coinvolgono contemporaneamente più persone nello stesso spazio (es. laboratori, eventi, etc.).
      Stiamo immaginando in che modo si potranno fruire gli spazi pubblici in futuro in modo da poter offrire soluzioni progettuali che riguardano gli ambienti fisici e le modalità di relazione-fruizione.

       

      Qual è la vostra visione del futuro (relativamente alla vostra attività e del settore)?

      Da progettiste, stiamo immaginando nuovi modi di gestire le attività nel futuro, pensiamo di essere capaci di mutare e riadattare il nostro modo di lavorare.
      Crediamo inoltre che uscite da questa emergenza, si sentirà più forte l’esigenza di affidarsi a professionisti della progettazione, per re-interpretare gli spazi per vivere meglio un’altra forma di normalità.

      Inviaci la tua testimonianza

      Unisciti alle nostre interviste: rispondi alle domande seguenti, inviando a info@materahub.com un testo fra le 600-800 parole e una immagine rappresentativa della tua organizzazione:

      • DESCRIVI BREVEMENTE LA TUA ATTIVITÀ/LA TUA ORGANIZZAZIONE
      • QUALE IMPATTO HA AVUTO LO STOP FORZATO SULLA TUA ATTIVITÀ E SUL TUO SETTORE (TUO LIVELLO DI PERCEZIONE)?
      • COME E CON QUALI ATTIVITÀ/IDEE O SOLUZIONI STATE REAGENDO?
      • QUAL È LA TUA VISIONE DEL FUTURO (RELATIVAMENTE ALLA TUA ATTIVITÀ E DEL SETTORE)?