Bad Maker Lab offre servizi personalizzati dedicati al mondo dell’innovazione tecnologica, della fabbricazione digitale e della prototipazione rapida.

      Nasce nel 2017 come spin-off del Syskrack Lab, FabLab dell’A.P.S. Syskrack Giuseppe Porsia, e dal know-how di alta specializzazione maturato al suo interno nel campo sperimentale della stampa 3D FDM. I servizi offerti si rivolgono sia a imprese private sia a enti pubblici come musei e istituti di istruzione

      Abbiamo intervistato Pasquale Montemurro e Giuseppe Liuzzi di Bad Maker Lab.

       

      Quale impatto ha avuto lo stop forzato sulla tua attività e sul tuo settore (tuo livello di percezione)?

      La struttura di Bad Maker Lab prevede, già da prima di questo periodo di blocco forzato, l’applicazione di metodi di lavoro agile a distanza, pertanto non c’è stato un impatto diretto sul flusso di lavoro interno.

      Nel rapporto col cliente, invece, si sono verificate due tipologie di situazioni: i servizi “online” (produzione di siti web, e-commerce, ecc.) non hanno avuto impatti significativi e addirittura l’importanza di alcuni progetti è aumentata per quei clienti che hanno visto nei servizi digitali lo strumento con cui affrontare la crisi; i servizi con output “fisici” (progettazione e prototipazione) e la formazione, invece, hanno subito un blocco totale, provocando un impatto negativo che in molti casi non potrà essere recuperato (si pensi alla formazione negli istituti di istruzione o alla cancellazione di progetti ancora in stato embrionale).

       

      Come e con quali attività/idee o soluzioni state reagendo?

      Abbiamo proposto contenuti gratuiti online e investito in comunicazione con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione del pubblico sulle nostre attività.

      Stiamo studiando nuove modalità di svolgimento a distanza dei nostri percorsi formativi.

      Inoltre, abbiamo scelto di partecipare al cosiddetto “piano C”, iniziativa senza scopo di lucro che ha coinvolto aziende, FabLab e maker attivi nel campo della manifattura additiva; l’obiettivo è quello di produrre on demand dispositivi di protezione da donare al personale sanitario laddove ve ne sia scarsità, sfruttando le potenzialità della stampa 3D.

       

      Qual è la vostra visione del futuro (relativamente alla vostra attività e del settore)?

      Preoccupa la prospettiva di imprese che potrebbero avere minore disponibilità di investimento in innovazione tecnologica proprio in un momento in cui questa dovrebbe essere lo strumento per adattarsi alle nuove condizioni di lavoro.

      D’altro canto, abbiamo riscontrato una nuova attenzione verso i servizi digitali e le metodologie di manifattura digitale, in particolare quella additiva, pertanto molto dipenderà dal sostegno che le aziende potranno ricevere per ripartire e innovarsi.

      Inviaci la tua testimonianza

      Unisciti alle nostre interviste: rispondi alle domande seguenti, inviando a info@materahub.com un testo fra le 600-800 parole e una immagine rappresentativa della tua organizzazione:

      • DESCRIVI BREVEMENTE LA TUA ATTIVITÀ/LA TUA ORGANIZZAZIONE
      • QUALE IMPATTO HA AVUTO LO STOP FORZATO SULLA TUA ATTIVITÀ E SUL TUO SETTORE (TUO LIVELLO DI PERCEZIONE)?
      • COME E CON QUALI ATTIVITÀ/IDEE O SOLUZIONI STATE REAGENDO?
      • QUAL È LA TUA VISIONE DEL FUTURO (RELATIVAMENTE ALLA TUA ATTIVITÀ E DEL SETTORE)?