ArtePollino è un’associazione culturale che ha sede a Latronico (PZ) e dal 2008 opera su tutto il territorio del Parco Nazionale del Pollino e non solo, impegnandosi nella promozione di iniziative che coniugano arte, natura e cultura.

      È nata come soggetto aggregante, per diffondere il progetto ArtePollino Un Altro Sud, che ha lasciato, in una delle più belle aree naturalistiche dell’Italia meridionale, un patrimonio di opere notevoli ma anche esperienze di arte partecipata di grande successo che hanno dato molto valore al coinvolgimento della popolazione. Ha raccontato il progetto durante seminari e conferenze, ha organizzato performance e azioni artistiche, ha continuato a portare avanti azioni educative per avvicinare i bambini all’arte contemporanea e, al contempo, guidarli nella conoscenza del territorio.

      Come project leader ha contribuito al programma culturale per Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019 con il progetto Ka art. Per una cartografia corale della Basilicata.

      Dal 2016 al 2019 ha curato la programmazione e la gestione degli eventi culturali del MULA+ Museo di Latronico: visite guidate, laboratori didattici, riallestimento della biblioteca e catalogazione di oltre 5000 titoli, presentazione di libri con autori, attivazione di un gruppo lettura e del presidio Nati per Leggere. Nei tre anni di gestione, all’interno del MULA+, grazie alla programmazione messa in campo da ArtePollino sono state registrate circa 7.200 presenze e sono state realizzate 147 attività/eventi.

      Da sempre organizza viaggi tra arte, natura e archeologia, per valorizzare il sito archeologico delle Grotte di Calda a Latronico e l’opera di arte contemporanea Earth Cinema di Anish Kapoor. Ha all’interno della compagine guide ufficiali del Parco nazionale del Pollino.

      Abbiamo intervistato Gaetano Lofrano, presidente dell’associazione Artepollino.

      Buona lettura.

      Quale impatto ha avuto lo stop forzato sulla tua attività e sul tuo settore (tuo livello di percezione)?

      L’impatto è stato fortissimo, soprattutto perché venivamo da un anno importante, di intenso lavoro, che avrebbe dovuto dare ancora molti frutti negli anni successivi. Lo stop è stato fissato proprio nel momento in cui eravamo pronti per chiudere le attività del progetto Ka art, realizzato per Matera 2019. Non siamo riusciti a presentare al pubblico le due pubblicazioni realizzate con la casa editrice Corraini, non abbiamo potuto programmare la nostra partecipazione al Salone del libro di Torino (annullato).

      Inoltre, le attività del MULA+ Museo di Latronico dovevano ripartire, dopo una lunga pausa dovuta alla conclusione dei primi tre anni di gestione. Al momento il museo è chiuso e tutte le attività in programma sono state annullate.

      Le visite guidate, i laboratori, le collaborazioni con altre realtà nazionali, previsti per la primavera, sono stati annullati già ai principi di marzo.

       

      Come e con quali attività/idee o soluzioni state reagendo?

      La prima risorsa che stiamo usando è la rete, non solo internet, che risulta di grande aiuto in questo momento, piuttosto la rete di relazioni che negli anni abbiamo costruito. Stiamo partecipando a numerosi tavoli di lavoro perché crediamo di dover creare delle alleanze per poter far fronte a questo difficile momento e portare avanti delle istanze necessarie per la ripresa economica.

      Stiamo approfittando di questo momento per formarci e approfondire alcuni temi specifici che riguardano le aree interne, il settore cultura e turismo, stiamo partecipando a webinar, lezioni, incontri.

       

      Qual è la tua visione del futuro (relativamente alla tua attività e del settore)?

      Tutto fa pensare a un futuro critico, sappiamo che il nostro settore sarà tra gli ultimi a ripartire. Ma in questo momento, oltre alle difficoltà, abbiamo anche una grande opportunità: ripensare le nostre attività, i nostri piccoli paesi, osare sperimentare. Con questo spirito vorremmo affrontare il futuro che ci attende. Da più parti, in questi giorni, arrivano messaggi che invitano a riabitare le aree interne come risposta alla pandemia. Noi sappiamo quanto sia difficile vivere nei luoghi spopolati, privi di servizi e di opportunità lavorative. Lo sappiamo perché ci viviamo e ci lavoriamo. E sappiamo che il modello “centrale” non può e non deve essere trapiantato nelle aree periferiche. Però sentiamo che da queste tante, troppe parole, può nascere un progetto per ri-animare le nostre comunità.

      Il nostro auspicio è che nella condivisione si possa trovare la strada per superare anche questo ostacolo e ripartire con nuove energie e nuove economie, più sostenibili. Superata l’emergenza, sarà necessario salvaguardare la biodiversità naturale e culturale delle aree marginali e far sì che diventi modello per una nuova ripartenza.

      Inviaci la tua testimonianza

      Unisciti alle nostre interviste: rispondi alle domande seguenti, inviando a info@materahub.com un testo fra le 600-800 parole e una immagine rappresentativa della tua organizzazione:

      • DESCRIVI BREVEMENTE LA TUA ATTIVITÀ/LA TUA ORGANIZZAZIONE
      • QUALE IMPATTO HA AVUTO LO STOP FORZATO SULLA TUA ATTIVITÀ E SUL TUO SETTORE (TUO LIVELLO DI PERCEZIONE)?
      • COME E CON QUALI ATTIVITÀ/IDEE O SOLUZIONI STATE REAGENDO?
      • QUAL È LA TUA VISIONE DEL FUTURO (RELATIVAMENTE ALLA TUA ATTIVITÀ E DEL SETTORE)?