#Reteteatro41 è il network costituto di 4 compagnie di produzione teatrale lucane: Gommalacca Teatro, IAC Centro Arti Integrate, Compagnia Teatrale Petra e Compagnia Teatrale l’Albero.

      Il network, nato sulla base di una necessità (quella di costruire il proprio futuro professionale a partire dalla Basilicata), si propone di creare un sistema che sia in grado di riconoscere, supportare, affiancare, valorizzare il proprio lavoro.

      Le realtà che compongono #Reteteatro41 sono gruppi di persone che lavorano quotidianamente nell’ambito del teatro, non soltanto immaginando, realizzando, eseguendo gli spettacoli in qualità di registi, attori, tecnici, ma fondando le basi di una cultura teatrale.

      Abbiamo intervistato le quattro compagnie che danno vita a #Reteteatro41 per comprendere, direttamente da loro, come stanno vivendo questo periodo.

       

      Quale impatto ha avuto lo stop forzato sulla tua attività e sul tuo settore (tuo livello di percezione)?

      Il nostro settore, quello dello spettacolo dal vivo, è stato profondamente colpito e ad oggi- come sappiamo- non abbiamo orizzonti certi. Quando però si pensa al teatro si pensa al luogo fisico. NOn è così, il teatro – soprattutto per quello che è il lavoro di tutte le compagnie della rete- è un lavoro di relazione con le comunità, con le persone in spazi che sono ben lontani da essere ”teatri”.

       

      L’Albero

      Il lavoro di progettazione in remoto per noi è, da anni, già in modalità smart working. Il nostro team vive infatti in città diverse (Matera, Rionero, Melfi, Potenza, Milano); quello che è cambiato davvero è il rapporto con le famiglie, i ragazzi e le persone che incontriamo ogni giorno per i laboratori di teatro, per la costruzione di comunità legate a noi da relazioni costruite negli anni e che nella relazione stessa trovano il senso del “fare” teatro. Eravamo in partenza per un progetto Boarding Pass Plus del Ministero per una co-produzione con la Croazia e in fase di avvio per la nuova Community Opera con un gruppo di 50 ragazze di Matera e Milano.

      Stiamo provando a ri-progettare immaginando spazi virtuali di incontro e di co-creazione, ma solo per questo frangente di emergenza. Il teatro non può prescindere dalla presenza fisica, in quanto la formazione e la co-creazione non è solo un fatto di “attività”, ma di clima, di energia, di sguardi, respiri, contatto fisico. Rinunciare ad esse sarebbe come rinunciare all’essenza stessa del teatro.

       

      Gommalacca

      Sebbene lo smart working sia perfettamente integrato da più anni nella pratica del lavoro quotidiano nei settori della progettazione e comunicazione, molto diverso è per la formazione, l’attivazione sociale e la produzione culturale e teatrale. Non possiamo prescindere dall’attività in presenza con i bambini, gli adolescenti e degli adulti.

      La parola teatro include LA PRESENZA negli spazi urbani, negli spazi emotivi. Quindi senza la relazione con le persone è molto improbabile per noi immaginare di fare Teatro. Saremo costretti a fare un’altra cosa, che non sappiamo nominare ancora perché sconosciuta, o non fare teatro.

       

      Compagnia teatrale Petra

      Lo stop arrivato il 9 marzo 2020 ci ha colti in un momento per noi di lavoro intenso. Il progetto Teatro oltre i limiti avviato nel 2018 grazie al contributo dell’8×1000 della Chiesa Valdase, era giunto alla sua ultima fase di attuazione con la messa in scena dell’esito finale del laboratorio teatrale InTime nel teatro della casa circondariale di Potenza dal 9 al 14 marzo con la fruizione dello spettacolo da parte del pubblico dei detenuti, familiari degli attori, pubblico esterno e scolaresche delle scuole secondarie di II grado della città di Potenza.

      Era nel pieno della sua attuazione anche il progetto di residenza artistica Re.Te.Ospitale sviluppato nell’ambito del bando “Per chi crea”, promosso da SIAE e MIBACT con il patrocinio del comune di Satriano di Lucania (Pz) che avrebbe ospitato da aprile a maggio le due compagnie selezionate dalla giuria di comunità: Tostacarusa con “Quirk of fate” e Collettivo Treppenwitz con “Sciù sciù – Broken Becomes beautiful”. Entrambi i progetti e la loro attuazione sono rinviati a data da destinarsi.

      Sono stati interrotti i laboratori dedicati ai ragazzi nei nostri territori di riferimento, a Satriano di Lucania e Tito. Sono state annullate le repliche di Humana Vergogna, performance allestita da #reteteatro41 e Fondazione Matera-Basilicata 2019 nell’ambito del programma di Matera Capitale Europea della Cultura, previste a Campsirago nell’ambito del Il Giardino delle Esperidi Festival il 28 giugno e a Praga 17 e 18 giugno all’interno del Festival KoresponDance 2020.

       

      IAC Centro Arti Integrate

      Abbiamo sospeso tutte le attività laboratoriali, la programmazione dei nostri spettacoli, la programmazione del festival Nessuno Resti Fuori e la programmazione di eventi all’interno del nostro spazio.

      Lo IAC, oltre ad essere uno spazio che ospita le nostre attività è un luogo di riferimento in cui circuitano attività di altro tipo, incontri di gruppi informali, mostre, proiezioni, piccoli concerti, innescando nuovi incontri, relazioni e collaborazioni in questo momento impossibili.

      Nonostante la prosecuzione di parte del lavoro in smart working, rimane per noi fondamentale la condivisione del tempo e dello spazio del gruppo di lavoro stabile dello IAC.

       

      Come e con quali attività/idee o soluzioni state reagendo?

       

      L’Albero

      Abbiamo dovuto bloccare l’attività lavorativa dei dipendenti ma stiamo provando a portare avanti comunque progettualità dove erano già state coinvolte comunità e non ci andava di interrompere una relazione costruita con fatica e fiducia. Abbiamo attivato una modalità on line per non lasciare i nostri ragazzi, circa 80 in un momento fondamentale del loro percorso annuale di teatro. Abbiamo cercato di costruire e progettare pensieri nuovi e cose nuovo.

      Il lavoro sulla progettazione di marzo e aprile in Europa, ci ha aiutato a immaginare meglio in futuro, anche lì, incerto ma su basi solide delle sperimentazione di modelli fatti durante gli ultimi due anni del nostro lavoro.

      Inoltre, stiamo facendo una grande riflessione sul “pubblico” e su quanto questa crisi sia una occasione per metterci in discussione e ripensare il nostro lavoro.

       

      Gommalacca

      Abbiamo risposto subito alla chiusura da fine febbraio, avevamo comunicato ad allievi e pubblico in generale, fin da allora che avremmo ripreso il 3 aprile. Il 15 marzo riprendere ci sembrava impossibile. Abbiamo anticipato la DAD, portato on line la formazione, immaginando un altro tipo di interazione, messo in cassa integrazione i dipendenti, chiusi gli uffici, acquisiti gli stop dei progetti, alcuni ancora in piedi, altri persi del tutto.

      Ci troviamo in una fase di “programmazione e ri-programmazione” continua perché le ipotesi e gli scenari cambiano sempre. Stiamo facendo di tutto per tenerci pronti, siamo abituati a pensare che l’arte anticipa, e anche se ci sembra un criceto nella ruota, e lo stesso nostro ambito di lavoro appare disorganico e strappato da tutte le parti, siamo certi che alcune cose riprenderanno esattamente come prima ( programmazione e produzione), che le grandi strutture avranno più personale e più fondi per riprendere in sicurezza, che una una fetta di teatro indipendente non ce la farà.

      Tutte le attività programmate nella rassegna di arti Diventa, spettacoli degli allievi, laboratori urbani, interventi nel quartiere sono stati rinviati a data da destinarsi.

       

      IAC Centro Arti Integrate

      Non abbiamo attivato laboratori on line in continuità con i laboratori già iniziati. Per il laboratorio dedicato ai bambini non abbiamo ritenuto utile attivare lezioni on line, la relazione diretta, la presenza fisica non è sostituibile. Stiamo comunque mantenendo saltuariamente la relazione con il gruppo dei bambini ma non facciamo teatro.

      Altri laboratori di formazione erano legati a scuole o ad altre strutture ed erano appena cominciati o sarebbero dovuti iniziare a fine febbraio.

      Per il festival Nessuno Resti Fuori, per il quale avevamo previsto una serie di attività da fare con la comunità del quartiere individuato, abbiamo attivato un laboratorio audiovisivo con alcune classi della scuola del quartiere, all’interno delle lezioni didattiche on line.

      Stiamo immaginando come realizzare comunque il festival in base alle disposizioni ministeriali che arriveranno relative agli eventi all’aperto, in modo da provare a coinvolgere comunque, anche in questo momento, la comunità, nel processo di partecipazione, pratica e visione del teatro che il festival mette in campo.

      Stiamo inoltre creando un percorso di coinvolgimento delle varie realtà al livello cittadino che si occupano di cultura in senso ampio, per portare all’attenzione degli amministratori le difficoltà e le proposte per il prossimo futuro.

       

      Compagnie teatrale Petra

      Abbiamo continuato in questo tempo il lavoro di progettazione con un partenariato internazionale. Abbiamo alimentato la relazione, tenuto i rapporti con le famiglie e con i ragazzi dei nostri laboratori, avviato una comunicazione epistolare con i nostri allievi all’interno della Casa Circondariale, impegnato molto del nostro tempo all’ascolto e allo studio di tematiche legate al nostro settore sulle piattaforme online di diffusione nazionale.

      È impensabile poter programmare delle attività di produzione, di distribuzione dei nostri lavori in questo momento di emergenza in cui sono vietati gli assembramenti.
      Il nostro lavoro si fonda sulla relazione, sulla condivisione.

      Rimaniamo in attesa delle disposizioni nazionali sulle possibilità di spettacolo dal vivo in spazi all’aperto e con ridotta partecipazione per poter ripensare con regole chiare e precise la nostra attività.

       

      Qual è la tua visione del futuro (relativamente alla tua attività e del settore)?

       

      L’Albero

      Bisogna immaginare di agire nell’immediato futuro: l’estate. Dobbiamo poter immaginare di avere spazi larghi di azione e soluzioni che però si confrontino sempre in una scala a tre: locale, nazionale e Europea. La Basilicata ha così tanti spazi inesplorati che potrebbe essere una scoperta di luoghi e di paesaggi che possono trovare nuove vocazioni.
      Bisogna immaginare e trasformare il futuro dell’autunno: la produzione digitale deve essere produzione digitale e ci vogliono costi e competenze per farla, trasportare un linguaggio ( il teatro) su un altro mezzo (video) non ha quasi mai senso.

      In ultimo, bisogna prendere la crisi come un’opportunità di investire sulle vocazioni e sui talenti per i territori, nei territori. Chi fa cultura deve poter portare il pensiero della cultura e del teatro nelle risposte ai problemi: nelle Scuole, ad esempio. In questo momento, circa il tema di un nuovo modo di immaginare la didattica, il teatro avrebbe potuto dare un grande contributo in termini di innovazione di approcci e metodologie più interattive e di sviluppo della creatività.

      Il nostro modo di fare teatro, nella nostra Regione, deve a maggior ragione spingere in una direzione che va al di là delle logiche classiche di produzione e distribuzione, e muoversi e sperimentare in uno scenario in cui comunità, creazione, azioni performative e formative si intrecciano. Un teatro, quindi, maggiormente ‘politico’ che con la politica dialoghi e ad essa si affianchi per sostenerla, arricchirla di pensieri e azioni necessarie alla vita civile e culturale del Paese e che non escluda nessuno.

      Viaggiare e muoversi non sarà facile per molto tempo, il rischio dell’isolamento culturale è altissimo per la nostra regione.

       

      Gommalacca

      Produzione: spettacoli all’aperto realizzati con il preponderante supporto delle tecnologie fino a quando non sarà possibile far lavorare comparto artistico e comparto tecnico in sicurezza.
      O anche perfomance brevi, con coinvolgimento del pubblico, in attività effimere e non continuative.

      Teatro in streaming per gli stabili di produzione, per fare un esempio Schaubühne Berlin.

      Cartellone on line delle grandi produzioni di repertorio, alcuni hanno iniziato subito dopo il lockdown avendo abbonati e storicità di servizio.
      Formazione: si legherà alla ripresa scolastica. Qui a nostro avviso si consumerà l’aspetto più stimolante legato alla formazione e dal punto di vista della progettazione e delle finanze sarà interessante capire che scenari si possono aprire.

      Nuovi modi di fruire gli spazi della città: pensare a nuove forme o rafforzare proposte già esistenti incentrate su una partecipazione del pubblico “limitata”, performance one-to-one, racconti attraverso l’uso di tecnologie multimediali che non implichino la presenza dal vivo degli esecutori, esperienze “in solitaria” per visitare luoghi poco conosciuti o ri-scoprirli con una veste nuova.

       

      IAC Centro Arti Integrate

      Bisognerà fare in modo che ci sia una stretta relazione con le scelte politiche a livello locale e nazionale. È importante che la cultura e il teatro in particolare vengano riconosciuti come beni necessari. Un ripensamento della qualità della vita che abbraccia tutti gli ambiti, tra cui il teatro. È importante che le decisioni vengano prese in accordo e ascoltando le piccole realtà che sono connettori delle comunità, che sono punti di riferimento e risorse per il ripensamento degli spazi e per lo sviluppo sociale.

      Da un punto di vista artistico, non si può prescindere da condizioni minime che permettano il lavoro teatrale. Probabilmente il nostro lavoro potrebbe virare verso la performance urbana.

       

      Compagnia teatrale Petra

      Non è possibile adeguare quelle che erano le nostre attività prima dell’emergenza alla situazione attuale, è necessario pensare in base alla nostra identità cosa si può attuare per alimentare la reazione con il nostro pubblico e con la nostra comunità di riferimento.

      Ripensare la produzione artistica rispondendo alla realtà e traducendola attraverso il nostro linguaggio nell’ascolto di quello che accade e che circonda… ecco cosa l’arte, il teatro è sempre stato chiamato a fare ieri, oggi e domani.

      La sicurezza degli artisti e dei lavoratori rimane la priorità.

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      • QUALE IMPATTO HA AVUTO LO STOP FORZATO SULLA TUA ATTIVITÀ E SUL TUO SETTORE (TUO LIVELLO DI PERCEZIONE)?
      • COME E CON QUALI ATTIVITÀ/IDEE O SOLUZIONI STATE REAGENDO?
      • QUAL È LA TUA VISIONE DEL FUTURO (RELATIVAMENTE ALLA TUA ATTIVITÀ E DEL SETTORE)?