Il turismo empatico come opportunità

Diciamolo: la parola turismo è diventata abbastanza inflazionata, negli ultimi trent’anni.

Se facessimo un salto indietro nel tempo per dare un’occhiata ai quotidiani e ai tg degli anni ‘80, ci accorgeremmo di quanto attuali fossero, in maniera disarmante, le notizie dell’epoca inerenti il turismo. Avremmo la sensazione che nulla sia cambiato, come se il tempo si fosse fermato.

Proseguendo il nostro viaggio nel tempo, dirigendoci verso l’epoca attuale, ci accorgeremmo di come la politica italiana abbia fatto del turismo uno dei punti più importanti di ogni campagna elettorale, soprattutto in concomitanza con la recessione economica e la crisi del sistema industriale, che fino a due decenni fa sosteneva le economie dei territori interni del nostro Paese.

Punti programmatici per i quali i vari governi succedutisi in questi anni hanno speso milioni, senza ottenere i risultati sperati.

Turismo in Italia: storia di un insuccesso prevedibile

Come mai le tante parole spese, le tante ipotesi di lavoro e i tanti progetti infrastrutturali (su cui si sono investiti centinaia di milioni di euro) hanno prodotto pochi risultati?

Come mai l’Italia ha perso il suo appeal, soprattutto negli ultimi anni, posizionandosi in coda ad altre nazioni europee come la Spagna, pur non avendo nulla da invidiare – in termini di Patrimoni culturali, ambientali e sociali – agli altri Paesi?

Fonte: aptbasilicata.it

Fonte: aptbasilicata.it

Una risposta ce l’abbiamo e, benché complessa, la riteniamo logica e di facile comprensione: il successo di una destinazione turistica – in un mondo sempre più connesso e globalizzato – non è mai dipeso da singole iniziative. Il turismo rappresenta uno dei settori più difficili su cui investire e ottenere risultati: è per questo motivo che occorre cambiare registro e smetterla con le improvvisazioni: bisogna prendere atto che va costruito un sistema territoriale composto da attori pubblici, privati e dai cittadini stessi che condividano – tutti insieme – una cultura dell’ospitalità che va costruita negli anni, progettando e realizzando infrastrutture adeguate ai fabbisogni territoriali, individuando priorità ed evitando sprechi di tempo e danaro pubblico.

Un mercato, tanti mercati

Non vogliamo di certo affrontare l’argomento in un unico articolo, ma condividere alcuni spunti che consentano a chi legge di orientarsi nel mercato turistico, individuando le soluzioni migliori per la propria attività, soprattutto se si tratta di operatori turistici neofiti.

Innanzitutto, bisogna considerare che il turismo non è un mercato definibile in maniera generale: le varie forme di turismo dipendono sia dalla clientela a cui ci rivolgiamo e sia, in particolare, dall’offerta turistica che possiamo o vogliamo proporre.

Chi vende esperienze in crociera costruisce il proprio contesto turistico nelle grandi navi che solcano gli oceani e ha ben chiari i bisogni del proprio target group, da soddisfare senza che le sue strategie siano sottomesse a ritardi culturali o scelte politiche sbagliate.

Chi, invece, si ritrova a vendere una camera di albergo in un centro storico italiano, come ad esempio Matera, oppure a offrire un percorso escursionistico, deve fare i conti con problematiche infrastrutturali e di contesto che non dipendono dalla sua volontà; inoltre, l’operatore può essere estremamente penalizzato se la politica, le amministrazioni e i cittadini stessi non svolgono il loro ruolo (per esempio, se non mantengono un certo decoro urbano). In questo caso, la quasi totalità dei piccoli operatori turistici pecca ulteriormente, poiché non si rende conto di quanto sia importante integrare i servizi e unire le forze: la cecità di vedute, la carenza di strategie di marketing, la lontananza dai decision makers del territorio provocano una lotta tra poveri che non giova a nessuno.

Un’altra prospettiva: la comunità operatrice turistica

La questione cambia quando gli interessi verso il settore del turismo non si limitano a pochi albergatori e/o ristoratori, ma cominciano a riguardare una intera comunità.

Molte località italiane, sia nell’entroterra che lungo le coste, stanno partecipando sempre più al successo dell’offerta turistica italiana, fornendo servizi con le formule di B&B, affittacamere e/o affitta appartamenti. Inoltre, sono moltissime le licenze date a laureati in materie umanistiche per abilitarli alla professione di guide turistiche e/o escursionistiche.

In molti piccoli centri, poi, si stanno moltiplicando le buone pratiche di promozione turistica partecipata, in cui sono gli abitanti stessi a promuovere le loro feste tradizionali, inventandosi – in alcuni casi – veri e propri spettacoli e, da protagonisti, teatralizzano la loro storia e le loro usanze ai visitatori.

Queste modalità di costruire l’offerta turistica – solitamente riconosciuta come turismo culturale, esperienziale, sostenibile, emozionale – sembra rappresenti un potenziale futuro per una buona fetta di italiani, che vivono il turismo come una vocazione e individuano in esso una valida alternativa al lavoro dipendente. Inoltre internet è un fortissimo alleato, uno strumento utile a comprendere non solo l’abc del marketing turistico, ma anche ad avere un confronto diretto e immediato con i clienti che – attraverso feedback e suggerimenti online – in poco tempo sono in grado di migliorare la qualità dell’offerta di un gestore di B&B e/o di un ristoratore. L’intermediazione on-line fatta da grandi player come TripAdvisor, Booking, Airbnb, pone anche il neofita dell’accoglienza turistica a destreggiarsi bene nel mercato nazionale e internazionale, dandogli ottime opportunità si sperimentarsi e di avviare la propria attività.

Adattarsi senza improvvisarsi

Ovviamente serve una propensione al lavoro dell’operatore turistico, una voglia di condividere gran parte della propria giornata con estranei, in modo che questi ultimi vivano l’esperienza turistica (che stanno pagando) in maniera indimenticabile. Ciò anche per attivare il passaparola, fondamentale nel mercato turistico. Ma tutto questo non si improvvisa e, la maggior parte delle volte, è frutto di propensioni personali e caratteriali.
Quello che cerchiamo di dire è che una attività turistica, più di altri settori, non si può improvvisare e dipende da fattori personali e di contesto. Sappiamo che, in alcuni casi, i fattori di contesto non sono risolvibili in breve tempo, ma non per questo si possono perdere occasioni di crescita: ecco il motivo per cui viene richiesta ai piccoli imprenditori del settore una adattabilità e una lettura di contesto tale da trasformare punti di debolezza nei punti di forza dell’offerta, proponendo soluzioni che soddisfino la curiosità e la le esigenze del visitatore.

L’approccio più utile per costruire offerte di successo è riassumibile in tre parole-chiave: differenziazione, immagine, reputazione.

Differenziarsi significa innanzitutto trovare la giusta collocazione nei mercati, partendo dalle peculiarità dell’offerta territoriale senza mai tralasciare i fabbisogni della domanda. Inoltre, occorre individuare uno o più elementi distintivi della propria offerta, sia in termini di prodotto che di servizio, giocando sugli aspetti emozionali legati all’esperienza, sui fabbisogno dei clienti (famiglie con figli, giovani coppie, avventurieri, amanti della notte). A tal riguardo, internet rappresenta un ottimo alleato, poiché ha dato la possibilità a grandi mercati come quello turistico di scomporsi in nicchie sempre più dettagliate, che si sono trasformate in tribù digitali, i cui membri hanno facile accesso a proposte sempre più specifiche e personalizzate. Inoltre, se da un lato le politiche di prezzo limitano la scelta dei target group a cui rivolgersi, dall’altro portano gli operatori a capire quali solo le fasce di turisti a cui è più facile rivolgersi e a cui proporre l’offerta, costruendo con loro attività personalizzate e sempre meno intermediate da agenzie di viaggi e tour operator tradizionali.

La nuova infografica sulle #recensioni di #TripAdvisor e #PhoCusWiright

La nuova infografica sulle #recensioni di TripAdvisor e PhoCusWiright.
Fonte: pinterest.com/pin/393713192396169058/

L’immagine è l’elemento distintivo che influenza maggiormente la scelta dell’offerta turistica. È importante investire in una comunicazione chiara, professionale e distintiva, che aumenti l’appetibilità della destinazione turistica, favorendone la reputazione. Tutto ciò con un occhio di riguardo alle aspettative create, che non devono essere mai deluse e per le quali occorre fare sforzi e investimenti, per far sì che i primi a promuovere il territorio siano proprio le persone che quel territorio lo hanno visitato. Non è un caso che gli strumenti di rating nel settore turistico (TripAdvisor su tutti) abbiano conquistato i mercati in poco tempo, giocando un ruolo fondamentale nelle scelte delle destinazioni turistiche. Il passaparola è e sarà uno strumento di marketing che determina il successo o meno della propria offerta turistica. Strumento che, però, è fortemente legato alla qualità percepita dai propri target group.

Per tutti questi motivi, la reputazione dovrà sempre essere alimentata in positivo, come una bella pianta che va curata e innaffiata ogni giorno, confermano (o superando) le aspettative attese.

Differenziazione, immagine e reputazione di una località turistica dipendono dalla somma delle offerte turistiche che essa esprime.

Conclusioni

Quello che stiamo cercando di fare con il progetto Future Of Our Past è intercettare target group interessati a un certo tipo di esperienza, pronti a scoprire luoghi e persone, a condividere con loro l’esperienza del viaggio, magari che non duri poche ore ma almeno un paio di giorni o più. Turisti che prenotino la loro vacanza anche in base alle esigenze di chi li ospita o a seconda del momento dell’anno migliore per visitare la località proposta, disposti a scendere a qualche compromesso, ripagato da una indimenticabile esperienza che li coinvolga nella tradizione e nella quotidianità dei luoghi. Turisti che non si fanno problemi sulle barriere linguistiche e/o culturali e disposti ad avventurarsi per vivere una o più giornate da “cittadini temporanei” e non da estranei.

Obiettivo del progetto, per il prossimo anno, sarà costruire strumenti online che intercettino il target group e aiutino i piccoli operatori turistici a costruire l’offerta avendo a disposizione le tradizioni e i patrimoni culturali del territorio e l’arma che sappiamo non manca: la creatività.

Per maggiori informazioni su Future Of Our Past e per condividere la sperimentazione della fase pilota, scriveteci a info@materahub.com con oggetto “Info FOOP”.

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Not readable? Change text. captcha txt

Start typing and press Enter to search

Show Buttons
Hide Buttons
creative-business-cup-competitionmentoring