Perché il mentoring imprenditoriale è utile alle start-up

Parlare di start-up, ormai, è diventato il secondo sport nazionale, dopo il calcio. Soltanto che al posto dei famosi 60 milioni di commissari tecnici, ora ci ritroviamo con centinaia di migliaia di amministratori delegati. Insomma, se ne parla troppo e senza conoscere, a volte, gli aspetti e gli elementi fondamentali di questo mondo che, agli occhi di tante persone, appare un regno fatato, dove non ci sono unicorni ma clienti facili e i mostri cattivi non sono draghi e troll ma burocrazia e tasse. Lo sappiamo: voi preferireste affrontare i draghi. Anche noi, lo confessiamo.

Per creare un’impresa non basta l’idea

Torniamo nel mondo reale, quello fatto d’imprese e persone con idee imprenditoriali.

Con il termine start-up si identifica spesso un team di lavoro che opera per trasformare un’idea in una attività imprenditoriale, partendo da un business plan dettagliato che deve concretizzarsi nell’avvio della produzione di prodotti/servizi (già testati per il lancio sul mercato), soddisfacendo una domanda già individuata e incontrata.

Quando una di queste start-up ha successo e quando giornali e televisione ne parlano, a molti viene spontaneo pensare che il traguardo raggiunto da quella start-up sia qualcosa di facilmente replicabile, magari perché il modello di business proposto si è rivelato immediatamente efficace, grazie a intuizioni e connessioni facili da reperire, a cui aggiungere un pizzico di fortuna. Forse in alcuni casi questo è vero, ma spesso ci si dimentica che dietro il termine start-up si celano le vite e le esperienze di persone e organizzazioni, il più delle volte non preparate ad affrontare le sfide che un imprenditore è chiamato a svolgere: la sua figura, infatti, è caratterizzata non solo da comprovate capacità intuitive e professionali, ma anche da altre qualità che – messe insieme – fanno sì che un’impresa abbia successo.

Prima di creare una start-up, bisogna creare un imprenditore, un leader, che abbia:

  • capacità di “creare il futuro”;
  • guidare con carattere il proprio team;
  • costruire attraverso il lavoro di squadra;
  • ispirare fiducia e passione;
  • ottenere risultati.

Inoltre, l’imprenditore e il suo team devono essere in grado di operare con il problem solving, di leggere efficacemente il contesto e le informazioni (anticipating problems), di supervisionare i processi, di attuare strategie di marketing, di costruire le solidità finanziarie necessarie per mutui, prestiti e/o assicurazioni bancarie e non essere avversi al rischio.

Queste caratteristiche il più delle volte non si ritrovano in una unica persona ma rappresentano le capacità di un intero team. All’interno di ogni squadra però, il leader deve incarnare molte delle caratteristiche elencate poco fa per guidare il gruppo di lavoro verso il successo.

Tutto questo basta a scoraggiare molti giovani che non hanno ancora ben definito le loro abilità, soprattutto perché mancano di esperienza. Questo discorso vale sia per giovani freelance e sia per quelli che guidano team di sviluppo di future start-up.

Un mentore per ogni aspirante imprenditore

Riteniamo che ogni aspirante imprenditore dovrebbe necessariamente fare un’esperienza di mentorship imprenditoriale, affiancandosi a un imprenditore già affermato prima di lanciarsi ad ali spiegate verso la propria avventura imprenditoriale.

Logica vuole che, una volta deciso di affrontare un percorso di mentorship, converrebbe scegliere imprenditori/mentori dello stesso settore, ma sarebbe utile immaginare anche esperienze differenti, magari affiancandosi a imprenditori che operano in ambiti diversi, poiché le qualità che vogliamo allenare possano essere più evidenti.

Prendiamo come esempio gli incubatori di impresa o i percorsi di accelerazione: i team e i freelance che usufruiscono di questi servizi per sviluppare un’idea di impresa, sono affiancati da mentori e tutor che operano in qualità di consulenti nei processi di incubazione. Al netto dei casi di successo indiscussi, il più delle volte i processi di incubazione non sono efficaci, specie per quei team composti da giovani che hanno poca se non alcuna esperienza di lavoro autonomo. In questi e in altri casi, una ricetta efficace può essere quella di avere un mentore/imprenditore che possa trasferire il giusto entusiasmo, la giusta condizione emotiva e consigli preziosi su come leggere i contesti e i mercati in cui si vuole operare. Ciò aiuta il team ad attivare il problem solving strategico per far sopravvivere la start-up all’impatto iniziale con il mercato e costruire buone fondamenta per un’azienda competitiva e longeva.

Siamo infine convinti che chiunque debba intraprendere un percorso imprenditoriale, abbia bisogno di una dose iniziale di conoscenza dei propri limiti, quale naturale conseguenza di un atto di umiltà, che deve spingere tutte queste persone a ricercare un mentore o più mentori che possano cambiare la loro vita.

Infografica sul mentoring. Fonte: pinterest.com

8 mentor per 8 grandi personalità

Ecco una lista di grandi personalità e dei loro mentori:

  • Bill Gates e il Dr. Ed Roberts
    • L’incoraggiamento e lo stimolo mentale raggiunto da questa partnership ha garantito a Microsoft di sviluppare nuovi ponti nel mondo della tecnologia.
  • Steve Jobs e Robert Friedland
    • Come tutti sappiamo, Steve Jobs era essenzialmente un pensatore, di mentalità aperta ma, l’incontro con Friedland, gli ha permesso di uscire dal guscio ed esprimere le sue idee brillanti apertamente e senza esitazione

Altri famosi mentee

Mahatma Gandhi e Gopal Krishna Gokhale, Barak Obama e Michelle Robinson, Madre Teresa e Padre Michael van der Peet, Woody Allen e Ingmar Bergman, Michael Jordan e Phil Jackson, Aristotele e Platone e tanti altri (potete consultare un’ottima lista di mentee famosi e dei loro mentor cliccando qui).

Conclusioni

Una start-up è il frutto di un’idea e del lavoro di squadra di alcune persone che condividono un sogno e benché ci hanno insegnato che l’unione fa la forza, spesso quell’unione deve essere mantenuta da una singola persona (il leader del team) che, fra mille sforzi, dovrà avere – più degli altri – la mente lucida e una capacità di lettura dei contesti in cui si opera più profonda. Queste capacità vanno sviluppate non solo con l’esperienza sul campo, ma anche facendosi affiancare da chi ha già affrontato lo stesso percorso.

Il resto verrà da sé: la capacità di comporre una buona squadra, scegliendo persone motivate, e la volontà di lavorare in maniera efficace sull’idea d’impresa sarà la naturale conseguenza di un buon percorso di mentoring.

N.B. da gennaio 2015 materahub riparte con il progetto Erasmus for Young Entrepreneurs, giunto ormai alla sesta edizione. Oltre 10.000 aspiranti imprenditori in tutta Europa hanno già usufruito e stanno usufruendo del programma, che permette di ricercare il proprio mentore/imprenditore nei 28 paesi EU presso cui fare la propria esperienza di crescita.

State pensando anche voi di fare un’esperienza all’estero, accanto a un imprenditore affermato nel vostro settore ma in un mercato diverso da quello in cui operate?

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