Riflessioni su MT2019 dopo la visita dei commissari

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Riflessioni su MT2019 dopo la visita dei commissari

Proviamo a dire la nostra su quanto sta accadendo – o non sta accadendo – verso il 2019.

Sono settimane che seguiamo le vicende sul tema e ci balza all’occhio che, tra questioni legate al logo e alla governance, nessuno più parla dell’oramai dimenticato dossier, questa sconosciuta “creatura” che dovrebbe essere l’unica vera guida di cui dovremmo tener conto, come in una progettazione europea, in cui la fase di management deve rispettare quanto è stato scritto.

Quanti lucani hanno letto o conoscono il progetto “dossier”?
Se si pensa di apportare delle modifiche, chi le decide e in base a quale processo di condivisione?
Viene fuori un quadro paurosamente confusionario e burocratico. Sovrastrutture che relegano il programma culturale in un angolino, perdendo la centralità delle azioni. Chi mal comincia è a metà del…

Chiaramente queste sono nostre impressioni, dedotte da quanto sta accadendo nelle ultime settimane!
Non c’è neanche chiarezza se le risorse del programma culturale (51.980.000 €) saranno spese con “frugalità” (consigliamo di leggere da pag. 92 del dossier).

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Nella foto, la pagina 93 del dossier relativa alle risorse per il programma culturale di Matera 2019

Sembra che la Fondazione, piuttosto che occuparsi del programma culturale, rischi di cadere in duplicazioni di cariche e in un immobilismo burocratico; una sorta di “regionalizzazione” in cui i processi esecutivi sarebbero assoggettati a passaggi intricati tra le stanze della politica. E pensare che le parole costantemente ripetute nel progetto di Matera Capitale erano CONDIVISIONE e COINVOLGIMENTO. Ad oggi non abbiamo visto né l’una e né l’altra e quel poco che è stato fatto non ci ha appassionati più di tanto.

Come mai si pensa di stravolgere la struttura organizzativa studiata e proposta nel dossier?
Dalla nostra esperienza con l’Europa crediamo che questo modello di management proposto abbia contribuito a indirizzare la giuria verso la scelta di Matera Capitale: alla struttura proposta nel dossier non manca nulla, anzi prevede sia le figure a sostegno del marketing e della comunicazione che quelle dedicate al coinvolgimento del pubblico e della scena creativa lucana e molto altro.

A questo punto ci chiediamo su cosa stia lavorando il CDA della Fondazione…

La struttura organizzativa della Fondazione Matera 2019 (pag. 89 del dossier)

La struttura organizzativa della Fondazione Matera 2019 (pag. 89 del dossier)

Sappiamo benissimo che la Commissione Europea non può nulla per garantire la bontà dei processi, può solo dare suggerimenti e monitorare i risultati. A questo punto i panni sporchi ce li dobbiamo lavare in casa? A noi sembra di vedere film già triti e ritriti dei quali conosciamo bene il finale. Crediamo che a Matera e alla Basilicata servano “Costruttori di Comunità” e non accentratori di potere, che non condividono le visioni ma le tengono per sé; non servono quelli che si rinchiudono nei palazzi e non comprendono il valore immenso del coinvolgimento; peggio ancora se non sanno delegare e supervisionare i processi!

È altresì pazzesco che Regione e Comune non abbiamo, ad oggi, assessori alla cultura con piena delega alla materia!
Sempre nel dossier è specificato che il 70% del budget totale deve essere dedicato al programma culturale vero e proprio: parliamo di oltre 36 MLN di euro che noi preferiremmo far gestire a esperti Manager Culturali di comprovata esperienza, coadiuvati da assessori alla cultura che abbiano un forte legame con il territorio.

Nella foto, la pagina 94 del dossier.

Nella foto, la pagina 94 del dossier.

Registriamo forte delusione, sia tra colleghi e amici lucani, sia parlando con i colleghi europei che operano nel mondo delle industrie culturali e creative. Ci aspettavamo saggezza ed esperienza ma constatiamo che non c’è nulla di tutto ciò: il tempo passa inesorabile e a crescere sono solo sfiducia e delusione.

Come sempre quello che conta sono i fatti e le impressioni, non i buoni propositi! Non è tempo di individualismi o eroismi, ce ne facciamo poco delle infrastrutture e delle valanghe di risorse se prima non creiamo comunità e cultura della progettazione condivisa, saranno soldi spesi e non investiti. Bisogna creare l’ecosistema sociale, culturale ed economico prima di ogni altra cosa.

Siamo certi che, come noi, molti sono disponibili a sostenere e facilitare il processo, ma non sappiamo con chi parlare. Sarebbe auspicabile chiarire subito chi è il capitano della nave e i marinai, senza perdere tempo, altrimenti andremo presto alla deriva.

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